Direzione ICT & governance
Strategia, portfolio progetti, budget, organizzazione e relazione con il top management.
La tecnologia crea valore quando incontra le persone, i processi e una visione d'impresa.
Oltre 35 anni nell'ICT, dalla programmazione alla guida dei sistemi informativi, della trasformazione digitale e della cybersecurity. Un percorso costruito sull'idea che innovare significhi prima di tutto comprendere.

Dal COBOL all’intelligenza artificiale, con la stessa curiosità per ciò che verrà.
Giacomo Morelli è un Business & Technology Executive con oltre 35 anni di esperienza nell’Information Technology, maturata attraversando le grandi trasformazioni del settore: dall’informatica precedente alla diffusione di Internet fino all’intelligenza artificiale generativa.
Il suo percorso professionale inizia nel 1988 e si sviluppa dalla programmazione alla consulenza tecnico-funzionale, dalla gestione dei sistemi ERP alla direzione dei sistemi informativi. Esperienze nella Pubblica Amministrazione, nell’industria manifatturiera, nell’hospitality e nel mondo delle utilities gli hanno consentito di conoscere organizzazioni, processi e contesti aziendali molto diversi.
Oggi ricopre il ruolo di Chief Information Officer e Chief Information Security Officer di ENEGAN S.p.A., dove guida la strategia ICT e la cybersecurity, coordina 34 professionisti e governa un budget annuo di circa 5 milioni di euro. Lavora a stretto contatto con la Direzione Generale e il Consiglio di Amministrazione, collegando le scelte tecnologiche alle priorità del business.
Nel corso della carriera ha diretto programmi complessi di trasformazione digitale, dall’adozione di piattaforme ERP alle architetture dati, dall’automazione dei processi all’intelligenza artificiale, fino alla sicurezza informatica e alla resilienza operativa. L’attenzione non è rivolta soltanto alla tecnologia, ma anche alla capacità di renderla comprensibile, governabile e utile alle persone.
Il suo approccio è pragmatico: comprendere prima di adottare, valutare prima di decidere. Studio, sperimentazione, collaborazione e apprendimento continuo sono il filo conduttore di un percorso in cui cambiano gli strumenti, ma resta invariata la volontà di trasformare l’innovazione in valore concreto.
«L'intelligenza artificiale rende i brillanti straordinari. E i mediocri pericolosamente convincenti.»
Una carriera che attraversa sviluppo software, consulenza, sistemi ERP, infrastrutture e governance, fino alla responsabilità congiunta di Chief Information Officer e Chief Information Security Officer.
Oggi CIO e CISO in ENEGAN S.p.A., operante nei settori energia, gas e telecomunicazioni. L'approccio è pragmatico: partire dalle esigenze dell'impresa, costruire soluzioni sostenibili e misurare i risultati. Con una particolare attenzione alle persone, alla sicurezza e alla capacità di guidare il cambiamento.
La tecnologia non è mai il punto di partenza. È uno strumento per migliorare i processi, ridurre i rischi e generare valore misurabile.
Strategia, portfolio progetti, budget, organizzazione e relazione con il top management.
Gestione del rischio, NIS2, SOC, continuità operativa e cultura della sicurezza.
ERP, integrazione dei processi, sistemi informativi e trasformazione organizzativa.
Intelligenza artificiale, LLM e RPA con attenzione a governance e qualità dei dati.
Architetture informative, qualità del dato e strumenti per decisioni consapevoli.
Team multidisciplinari, partner internazionali e gestione del cambiamento.
Una selezione di programmi e trasformazioni: non un inventario di progetti, ma esempi concreti di tecnologia al servizio del business.
Riduzione del ciclo di fatturazione attraverso un progetto infrastrutturale e applicativo in alta affidabilità.
Direzione di un programma ERP di Gruppo, con oltre 80 integrazioni e un articolato percorso di change management.
Un programma continuativo di cybersecurity awareness e simulazioni di phishing, con una forte riduzione dei comportamenti a rischio ricorrenti.

«Sono cambiati gli strumenti. La curiosità è rimasta la stessa.»
Un viaggio attraverso le trasformazioni tecnologiche, le esperienze vissute e le lezioni apprese in quasi quarant'anni di evoluzione dell'ICT.
"Dal COBOL all'AI" non sarà una rubrica tecnica e nemmeno un esercizio di nostalgia. Sarà uno spazio in cui condividere esperienze realmente vissute e le riflessioni che hanno lasciato, con l'idea che il cambiamento tecnologico ha sempre qualcosa da insegnarci.
C'è stato un tempo in cui, per imparare, non bastava digitare una domanda su un motore di ricerca. I motori di ricerca, semplicemente, non esistevano. Si imparava leggendo libri e manuali, confrontandosi con colleghi più esperti, provando, sbagliando e riprovando. Chi ha avuto la fortuna di iniziare a lavorare nell'ICT tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 (o prima) infatti, ha avuto il privilegio di assistere ad una trasformazione straordinaria: dai terminali connessi ai mainframe ai personal computer passando per le reti locali, da Internet agli ERP, dal cloud alla cybersecurity, fino all'Intelligenza Artificiale. In quasi quarant'anni sono cambiati gli strumenti, i linguaggi, le architetture e persino il ruolo del CIO. Una cosa però è rimasta sorprendentemente stabile: il metodo.
Ogni innovazione richiede prima di tutto curiosità, studio, capacità di analisi e voglia di sperimentare. Le tecnologie evolvono rapidamente, ma il modo in cui impariamo ad affrontarle continua a fare la differenza.
Da questa riflessione nasce la rubrica "Dal COBOL all'AI".
Sarà un viaggio attraverso le trasformazioni che hanno cambiato il nostro modo di lavorare, raccontate attraverso esperienze realmente vissute, errori, decisioni e lezioni apprese lungo il percorso.
Qual è stata la trasformazione tecnologica che ha cambiato di più il vostro modo di lavorare?
Per confronti professionali, contributi e occasioni di dialogo su tecnologia, trasformazione digitale, cybersecurity e intelligenza artificiale.